venerdì 26 dicembre 2014

L'OSCENITA' E' SUBLIME

Seguendo questo blog avrete avuto l'occasione di conoscere anche il nostro "gemello" vienimidentro.blogspot.it , bene da oggi quest'ultimo si arricchisce di nuovissimi spazi video dedicato alle nostre amate passioni, la sottomissione, l'umiliazione e la depravazione.

Nel trailer seguente potete visionare un assaggio, nel vero senso della parola, di quello che troverete all'interno di "vienimidentro" cercando nelle varie sezioni.

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venerdì 16 maggio 2008

FINALMENTE HO FATTO LE CORNA A MIO MARITO



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Sono una moglie non più fedele da quella sera che ho scoperto................
Ho 37 anni dicono che ispiro sentimenti erotici sono sexy e fisicamente non male, sono sposata ed amo molto mio marito, lavoro come lavapiatti in un ristorante di Boario Terme,i miei amici e proprietari del locale sono i cuochi Andrea e Antonio sono molto più giovani di me cosi come pure il pizzaiolo Marco e le due cameriere, si ride e si scherza sempre è un ambiente bello perchè si lavora e ci si diverte e la clientela è sempre molto contenta.
Io come donna tutto fare, soffro molto il caldo e mi capita di indossare magliette che lasciano intrevedere molto pure alla fantasia.
Non era la prima volta che Antonio o Andrea allungavano le mani,specie quando mi abbassavo a pulire il fondo degli scaffali, poi scherzano sempre specie con allusioni sessuali e mediamente mi coinvolgono sempre in battute che mi comportano un eccitazione e una voglia di scopare con frequenti orgasmi.
Inizio tutto per caso quel venerdi sera, quando entro a pulire gli spogliatoi e i bagni e vedo Antonio che si stà cambiando i vestiti per indossare quelli da cuoco, un bel fisico assciutto, era li nudo con il suo cazzo da 25 cm che gli penzolaza, non avevo mai visto una cosa del genere, e mi lasciai scappare una esclamazione, e lui venne dritto verso di me e mi disse che aveva voglia ma prima cera il lavoro e si infilò i pantaloni senza gli slip, io proseguii verso il fondo dello spogliatoio ae iniziai a pulire ero eccitata ma timorosa, poco dopo entra Andrea ed inizia a scherzare dicendo che mi vuole scopare e che sono li solo per quello battuta con battuta mi giro anche lui è nudo ci guardiamo a vicenda mi sento tutta un fuoco e lui mi dice tenendo in mano il suo cazzo da 20cm questa prima o poi te la faccio assaggiare e si infila la maglietta e i pantaloni e se ne va in cucina ed io continuo a pulire più eccitata che mai, quando arrivo in cucina il mio sguardo senza volerlo ricade sul rigonfio dei pantaloni, i due sono ovviamente d'accordo e fanno battute e passano vicino e fanno sentire il gonfiore del cazzo contro il mio culetto, ho degli orgasmi eccezionali e poi inizio ad avere una voglia tale che li scoperei li in cucina.
Mi propongono a fine lavoro di salire di sopra nell'appartamento di Andrea situato sopra il ristorante a bere e mangiare qualcosa tutti assieme per festeggiare gli anni che avrebbe fatto Antonio il giorno successivo, accettai.

I due iniziarono a farmi proposte oscene più oscene erano e più mi eccitavo, arrivando sino a farmi toccare i loro cazzi duri.
Verso la chiusura del locale mi proposero ce mi potevano guarnire il seno la pancia e la figetta con dolci e creme e con le candeline, accettai ero eccitatissima. Giunti in appartamento Antonio e Andrea iniziarono a palparmi ed in breve mi ritrovai nuda sul tavolo e loro che mi addobbavano con creme e dolci, io siccome soffro un poco il solletico durante la preparazione mi facevano assaggiare un po di tutto e bere crema di wischi e limoncello, bevevo di piu quando mi addobbavano la fighetta sentivo il calore della crema all'wischi che mi scaldava le labbra.
Arrivate le candeline ormai io non capivo più nulla ero in calore avevo una voglia pazzesca di cazzi e di sentirmi leccare tutta, accese le candeline mi diedero da bera ancora una volta


Poi spensero la luce sentii un po di fragore e sogghigni e sento Antonio che mi accompagna la mano sul suo cazzo che io stringo e lui si prepara per soffiare sulle candele sento altri movimenti ed iniziano una decina di flex fotografici che mi accecano, chiudo gli occhi e sento un applauso di piu persone erano arrivati altri 5 amici e 2 ragazze erano già tutti nudi e mangiavano su dal mio corpo, iniziavano a palparmi e leccarmi sentivo che mi leccavano la fighetta e poi le dita che mi penetravano, presi in bocca il cazzo di Antonio, lo succhiavo avidamente e mi sborro e io lo ingoiai tutto poi venne Andrea glielo succiai sino a farlo sborrare tutto, i ragazzi e le ragazze mi leccavano le tette e tutto il corpo sino a ripulirmi poi una di loro mi inzio a leccarmi la fighetta e il culetto non capivo nulla e subito sentii in cazzo di Antonio che mi riempi la figa e Andrea me lo mise in bocca la ragazza mi leccava le tette e con la mano mi masturava il crillo ebbi degli orgasmi da infarto, poi Antonio mi alzo le gambe e la ragzza me la tenne sentii bagnarmi il culo e poi una fitta di dolore e subito dopo un godimento atroce, mi aveva sfondato il culetto mi piaceva non avevo mai goduto in quel modo senti il suo sperma she mi scizzava nell'intestino, e poi tutti gli altri vollero provare e tutti mi sborrarono dentro, ormai ero come una ninfomane mi facevano ogni tanto delle foto, poi Antonio ed Andrea decisero di farmi davanti e dietro assieme, ne fuoi fiera mi muovevo come una vaccona in calore e quando stavano per venire gli dissi che volevo essere stretta in mezzo e riempita assieme, cosi assieme abbiamo avuto l'orgasmo, poi assieme abbiamo fatto la doccia e poi scopato ancora sino a tarda mattina.nel letto.
Ha mio marito non ho mai detto nulla, in quel periodo lui era via per lavoro, ancora oggi quando abbiamo voglia io Antonio ed Andrea saliamo nell'appartamento a scopare e a riguardarci le foto.

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IL CULO DI MIA COGNATA



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L'ho sempre sognata, mia cognata grande figa, carnagione scura, labbra carnose ed un culo da brivido. Veniva al mare tutta sola con dei costumini che esaltavano le sue chiappe sode vogliose di una sborrata. Quel giorno che ce la siamo scopata come una vacca, io ero in roulotte in campeggio, lei era tornata dal mare e voleva rivestirsi dopo la doccia. Sapete in roulotte chi vuol vedere vede... e lei nel piccolo bagno avendo visto che mi ero già arrapato al mare, si stava masturbando la figa pelosa e bagnata. Sono e entrato con il cazzo che mi scoppiava, lei prima l'ha stretto tra le mani poi seduta ha avvinghiato la cappella per un bocchino coi fiocchi. Gemeva la troia mentre sbocchinava ed io le palpavo il buco del culo. Ansimando mi fece capire che voleva essere sfondata nel culo...che il marito non aveva mai toccato, ma io le stavo sborrando in bocca tantoera il piacere!!! Ma il mio amico cheaveva visto tutto mi venne in aiuto e sul più bello mentre lei mi ripuliva il cazzo a pecorina lo feci entrare....e lui entrò...tutto nel culo della mia cognatina. Godeva e non capiva chi la stantuffava, io estasiato da quella vista tornai in tiro e dopo il culo le sfondammo il figone riempendola di sborra!!!



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GOLOSA DI CAZZO



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Ciao ho 30 anni e da circa 5 ho una vita notturna parallela;con una mia amica quasi per gioco una sera siamo andate ad una festa un pò particolare, abito un pò succinti e voglia di provare esperienze nuove.
Arriviamo con l'idea di giocare alle maialone ma nulla di più, ci sediamo mi sono subito sentita a mio agio mi accendo una sigaretta e bevo un gin, il posto era pieno di gente giovani arrapati e ragazze molto belle..io fino a quel momento ho sempre avuto la classica scopata settimanale dal bel maritino preciso, ma una gran voglia di scopare e un cassetto privato con film hard e vibratore per i pomeriggi di noia, non mi sembrava vero di essere in un posto così trasgressivo.
Decisi di dire a Gisella che da lì ci saremmo separate, io volevo fare sul serio..
Andai da un ragazzo e gli chiesi di offrirmi da bere,facemmo due chiacchere e prima che mi rendessi conto avevo già il suo grosso cazzo in bocca, ma la cosa non mi bastava ero vergine di culo e lo volevo dentro, mi disse di girarmi mi tirò su la gonna scostò le mie mutandine e trovando campo libero me lo infilò tutto dentro sentii un dolore evadere tutto il corpo, ma subito dopo il piacere la faceva da padrone, dai spingi spiangi ancora di più dai dai sbattimenlo spaccami il culo dai ancora...gemevo lui con forza mi stantuffava e io volevo ancora di più...
mi rigirò mi scopò la fica godevo e volevo godere ancora di più, stava per venire lo volevo in bocca ero infoiata mi schizzò una sborra bianca calda tutti in faccia leccai fino all'ultima goccia e continuai a sbocchinalro.
Non ero soddisfatta ma un pò stordita, così mi diedi una sistemata e poi gli chiesi se aveva amici con cui fare qualcosa di un pò più strano, sorrise all'offerta e mi disse si seguirlo dierto il locale, chiamò tre amici e mi presentò loro come una puttanella vogliosa di cazzi in tutti i bichi possibili, mi piaceva il modo in cui mi aveva presentato iniziammo lo spettacol chi mi scopava nel culo, chi in bocca ero un bagno di umori e mi sentivo bene era bello godere in quel modo mi sentivo una troia ed ero felice si sono troia mi piace il cazzo e lo voglia tanto sempre tutto per, mi resi conto che non erano pensieri ma lo stavo urlando loro con i loro grossi cazzi io volevo che si segassero davanti a me lo fecero e io mi masturbavo, ero piena di umori che colavano tra le coscia Max me li leccò tutti e come tocco finale arrivò Babi una ragazza fighissima fidanzata di Max, scopammo io e lei mentr loro ci guardavano mi leccò la fica in un modo meraviglioso nessuno mai orima di allora me la leccò così, ppi io a lei, poi ci facemmo un ditalino e non contente ci scopammo il culo...era l'alba e stremata cercai un taxi per tornare a casa, della mia amica nessuna traccia ma da quella sera tutti i venerdì sera li passo con Babi
Max e i loro amici...che scopate...mi piace essere una puttana, mi piace farmi sbattere come una troia...godete tanto bambini che si vive una volta sola ciao porcellini



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UNA SERA DI SETTEMBRE



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Non era una bugia, ero veramente stata invitata al ristorante per la festa di Luca, il mio collega.
Per placare la tua snervante gelosia avevamo messaggiato, come mi obblighi tutti le volte, per tutta la sera nonostante fossi seduta al tavolo con i colleghi. Era da un po’ che non mi rispondevi più ai messaggi e pensavo ti fossi addormentato, ed allora finita la cena stavo andando alla macchina per tornare a casa quando si è avvicinato un ragazzo che voleva sapere dove fosse Via Milano. Lo sai, non sono brava a ricordare le vie della città ed inoltre non ero nemmeno troppo lucida perché essendo stata seduta vicino ad Andrea, mi aveva fatto bere un po’ troppo e dunque non ricordavo veramente dove fosse, ma lui con molta simpatia mi prendeva in giro e mi faceva parlare fino a che mi disse che Via Milano non esisteva e che era solo una scusa , mi aveva notata mentre mi alzavo dal tavolo e mi aveva seguita per conoscermi. Ha la mia età 38 anni, è un avvocato, si chiama Carlo ed è un uomo attraente. Mi ha detto che passando da fuori, attraverso la finestra, aveva notato il mio sorriso e si era fermato ad aspettare che mi alzassi per poi seguirmi.
Non è una bella zona della città quella ed allora gli ho chiesto se mi accompagnava alla macchina e così ci incamminammo. Avevo il telefono in mano e tu non rispondevi ai miei messaggi, arrivati alla macchina mi ha chiesto se avevo voglia di bere qualcosa con lui. Credo che probabilmente se avessi ricevuto un tuo messaggio si sarebbe rotto l’ incantesimo e sarei venuta a casa, ma, non ricevendo nulla, ho accettato. Siamo andati a bere una birra in un locale lì vicino, una di quelle birrerie negli scantinati dei vecchi edifici della città dove tutto è in penombra con musica di sottofondo e vista l’ ora poca gente, ed abbiamo iniziato a parlare, avevo già bevuto a tavola e mi sentivo molto allegra e anche disinibita. Anche lui lo era, aveva la camicia bianca aperta ed il petto abbronzato, mi attraeva molto così mi è venuto naturale infilare dentro la mano per sentire il calore e l’ odore della sua pelle . Ero un po’ preoccupata perché non rispondevi ma lui ha iniziato a passare le mani sul mio collo ed a baciarlo dolcemente e così mi ha fatto eccitare da morire e quindi con la mano ho iniziato a toccargli l ‘ interno della coscia per poi lentamente salire fino ad arrivare alla cerniera dei pantaloni. E cosi anche lui iniziò a mettere le mani sotto la maglietta toccandomi i capezzoli, quando sono uscita di casa la prima cosa che ho fatto ho tolto il reggiseno che a tutti i costi volevi che mettessi. Sentivo il suo alito sul collo mentre con l’ altra mano mi pizzicava dolcemente i capezzoli; mi sono bagnata in un secondo. Ero troppo eccita per non aprire la cerniera dei suoi pantaloni e prendere il suo cazzo in mano , bello grosso e duro come piace a me, fu allora che sentii la sua mano toccarmi la figa attraverso i pantaloni e siccome eravamo in un angolo abbastanza buio mi ha preso con la mano per i capelli e mi tirato giù la testa per mettere il suo cazzo in bocca, gemeva di piacere, con la lingua leccavo tutto in torno alla cappella per poi scendere sui testicoli per poi risalire nuovamente e prenderlo tutto in bocca mentre lui tenendomi per i capelli mi dava il ritmo per il suo piacere, ero veramente molto eccitata.
Il desiderio era arrivato al massimo, e così mi ha portata nel bagno del locale e mi ha fatto togliere i pantaloni lasciandomi in maglietta , tanga di pizzo bianco e scarpe bianche con il tacco alto, mi ha fatto appoggiare ai lavandini di schiena, mi ha allargato le gambe e da dietro ha iniziato a leccarmi il buco del culo e la figa che era bagnata da morire; mi ripeteva che avevo un corpo ed una figa da scopare all’ infinito. Mi faceva veramente godere ma non era nulla in confronto a quando ho sentito il suo membro penetrarmi e tenendomi per i miei lunghi capelli corvini mi sbatteva con forza come per domare un cavallo imbizzarrito
In quell’ istante ho sentito dalla borsa il cellulare suonare. Eri tu che ti eri svegliato e volevi sapere dove ero. Come sai ti ho risposto che eravamo ancora a tavola ma che stavamo finendo, in realtà ero nel bagno del locale con Carlo che mi stava penetrando da dietro con forza mentre con le dita mi toccava il clitoride. Continuava a ripetere che scopare una troia come me era il massimo del piacere, mentre sentivo il suo cazzo marmoreo spingere con forza dentro la mia figa ed io rispondevo di spingere con violenza, lo volevo sentire fino in gola, fino a quando mi ha fatto raggiungere il piacere totale rimanendo aggrappata alla rubinetteria dei lavandini.
Quando mi sono ripresa mi sono messa il suo cazzo duro il bocca, ero in ginocchio davanti a lui e con la mano mi muoveva la testa a suo piacimento mentre con le mani gli stringevo i capezzoli fino a quando ho sentito la sua abbondante sborra calda riempirmi la bocca e la faccia.

Non ho mai più incontrato Carlo, e questo è il racconto di ciò che è successo quella sera di settembre.



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PRIMA VOLTA NEL CULO

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martedì 10 luglio 2007

IMPALATA IN PINETA

Erano da poco passate le otto di sera quando incontro Sandro un ragazzo conosciuto poco prima in chat. Salgo sulla sua macchina e andiamo diretti in un posto tranquillo in pineta. Sono molto decisa quando faccio questi incontri, mi piace l'uomo che mi porta a "fare la zocccola". Parcheggia l'auto in un punto isolato e interno alla pineta, in lontananza sento voci di persone che sono ancora in spiaggia Voglio fare la porca subito, mi spoglio e rimango completamente nuda, scendiamo dalla macchina, lui in piedi io in ginocchio, si sbottona i pantaloncini e mi sbatte il suo grosso cazzo in faccia.. Inizio a succhiare come una troia, lui spinge forte, vuole farmi andare la cappella in gola e io l'accontento senza problemi, il cazzo diventa sempre più grosso e duro sembra quasi scoppiare dentro la mia bocca, da gran porco lui inizia a tapparmi il naso per farmi "soffocare" dal suo pistolone..... mi sento veramente porca e in quel momento so che potrei farmi fare qualsiasi cosa.....
Dopo alcuni minuti mi ordina di alzarmi mi piego leggermente per fargli vedere bene il mio culetto inizia cosi a sculacciarmi con vigore, apro lo sportello della auto e appaggio il viso sul sedile rimanendo perfettamente a pecorina, il bastardo mi ordina di allargare il culo mentre inizia a sputarmi sul buco e a insalivarsi l'uccello, avvicina la cappella al buco e inizia a "farmela sentire"....
Sono eccittatissima lui mi chiede un preservativo io però faccio finta di non sentire e anzi spingo per farlo entrare nudo, lui ovviamente capisce che voglio prederlo "a pelle" e con un colpo deciso me lo spinge tutto dentro, inizio a dilatarmi come una troia mentre i suoi affondi si fanno sempre più violenti e veloci.... rimaniamo cosi per qualche minuto....
La sorpresa arriva poco dopo quando da una siepe spuntano fuori due ragazzi che avevano assistito allo spettacolo e della cui presenza solo io non mi ero accorta, rimango in posizione anzi tiro su una gamba per mostrare bene ai giovincelli il cazzo nel culo....
Il bastardo continua a scoparmi davanti ai ragazzi che nel frattempo si segano guardando la scena, sento il cazzo sempre più turgido, rimango a pecorina decisa a farmi riempire il culo di sperma. Sento la sborra inondarmi il buco me la faccio fare tutta nel culo fino all'ultima goccia poi quando il bastardo estrae il cazzo dal culo la sento colare giù, faccio quindi avvicinare i ragazzi e li invito nel mio culo....
Spalanco il buco bagnato e sborrato, chiedo a entrambi di scoparmi, solo uno si avvicina e mi penetra con un colpo secco scivola dentro quasi venisse risucchiato dura pochissimo solo una decina di colpi poi mi riempe il culo di altro seme mentre l'altro giovane sborra copiosamente segandosi a quel punto io mi giro e mi faccio buttare un po del suo sperma in bocca.....

Chi mi vuole conoscere può visitare il mio sito.....

UFF CHE PALLE.....

Al 28 del mese

Stamane mi sono alzato col cazzo duro. Ok, succede spesso. Ma oggi, cazzo, oggi è che c'ho proprio voglia. Ne avevo già ieri sera. Poi le mestruazioni. Mi chiedo perché le donne devono avere queste cazzo di mestruazioni.

Potevano fare il militare, un anno, tutt'insieme, e buonanotte. Mi chiedo, poi, perché le devono avere così? Diventano rompicoglioni all'inverosimile, c'hanno l'alito pesante e fanno un sacco di storie se le vuoi scopare. Perché si fanno male, dicono. Perché sporcano, perché non è cosa. E così per ogni maledetto mese. Eccola la patonza sanguinante e puzzona... la vuoi? Bhe si, io la vorrei ugualmente. Bhe no; non si può. Ah no? E fammi un pompino. Pompino. Non lo dovevi dire!, mi dice, con faccia da pippobaudo nauseabondo.

No, dice, mentr'eccola rossa, paonazza, intorpidita nello sguardo rabbioso, perché non si può fare, perché è una cosa schifosa, perché già siamo fuori dalla grazia di Dio: perché te la do. Insomma la sbatto sotto al cancello di casa sua. Ore 2:00. Ho voglia, cazzo. Faccio un po' di chiamate. Nessuna. A puttane non se ne parla. Con 5 euro a malapena mi pisciano in una coppa, così, tanto per sciacquarmelo.

Giro. Giro fra le strade deserte di settembre. Niente. Neanche un filo di fica all'orizzonte. Vado a casa con gli ormoni in assetto di guerra. Accendo il computer, vado sulla chat. Chat per adulti, s'intende. Macché: tutte sfigate. Qualche frocetto mi offre il culo. No grazie, dico: io vado a messa la domenica. Qualche frocetto mi offre un pompino. Si, ne avrei bisogno. Dove? Milano, Bologna, Trento, Palermo, Rimini. Cazzo, dico, ma ci rendiamo conto come siamo distanti?

Mi faccio una rabbiosa sega sputandomi la mano e sbattendomelo veloce, facendomi una crema di schiuma sulla fragola. Vengo. Mi vengo sulla mano, mentre continuo a sbattermi, schizzando il tarallo del cesso e le piastrelle. Mi si affloscia lento mentre ancora me lo sbatto e lo sperma comincia a raffreddarsi, a ghiacciarsi, facendosi schifosamente simile alla crema dei cornetti confezionati.

Mi corico ma non chiudo occhio. Ed eccomi, allora. Sveglio nella macchina col cazzo duro che sbatte e si lamenta mentre è già mattina e si va al lavoro. Percorro le strade in sequenza, via Balilla, via Leone, via Salandra, via Moro. Sto per svoltare a destra. Cambio idea, vado dritto. E cazzo, no! Allora, mondo, lo fai apposta. Allora ditelo che mi dovete far morire di crepaerezione.

Chi sei?, dico, parlando al cruscotto della mia Punto. Quello non risponde. E neanche lei. Cazzo, dico. Accendo lo stereo. Queste puttane delle spagnole m'hanno rotto i coglioni. Spengo. Osservo: bella, alta, vestita di piccole vesti stampate in rosso predominante. Sta lavando la macchina, in strada. Macchina con targa tedesca.

Faccio il giro dell'isolato. Non mi nota per un cazzo. Mi fermo vicino. Non molto, vicino, però. Lei s'abbassa, si alza, si piega. Compie tutti i gesti sensuali che una granfiga compie quando lava una macchina.

Il ragazzo del mio lavamacchine fa cagare. Lei, però.

Mi slaccio i pantaloni. E me lo meno, cazzo. Me lo meno fino a schizzare lo sterzo e il pulsante delle luci antinebbia. Vedo che quella mi guarda. Stranita. Forse ha capito. Si ha capito, lo so. Ora viene e me lo succhia, si viene e me lo pulisce tutto. Succede sempre così su it.sesso.racconti. Già ogni sera mi leggo uno due racconti.

Cazzo, dico: è questo il mondo, mentre leggo giulia e gli altri. Ma ora sono qui, con questa gran figona biondabbondante. Si si: mi guarda, mi osserva, ha le vesti bagnate, d'acqua. La figa bagnata, d'umori. Ora viene e me lo succhia. Che fa? No, non viene. Fa voci, entra in casa. Esce di nuovo, col dito teso verso di me, con tutta lei dietro a quel dito. Con un bestione grosso e biondo e panzone dietro di lei, che urla e corre.

Faccio in tempo a mettere in moto, ad accelerare, a sentire la sua mano appena sul vetro, dietro. Lo vedo dallo specchietto: prende una bottiglia di Drheer, da terra, e la lancia, ma non m'arriva. Mi guardo attorno, nell'abitacolo grigio, col cazzo fuori ed ormai moscio, divertito e preoccupato. Ho bisogno di pulirmelo. Ops: non ho fazzoletti! La giacchetta di Anna andrà benissimo; e stasera, volere o volare, me lo deve succhiare.

INVITO A CENA

L’invito a cena

Sono una donna di 42 anni, seduta sul mio letto, in attesa.
Ho indosso ormai solo reggiseno e mutandine, di pizzo, calze e reggicalze, scarpe, leggermente alte.
Mi ha sfilato i vestiti, lui, Maurizio, 15 anni. Una cosa da non credere.
La libido gli usciva dalla pelle quando mi chiese, sfiorandomi i fianchi con un passaggio avvolgente di mani, di invitarlo a cena. Mio marito, suo zio, non c’era per qualche giorno….
“Zia, perché stai sola? Invitami a cena una sera…”
Indubbiamente sapevo che ci avrebbe provato….e un invito da parte mia era già per lui una grossa conquista. Una donna che invitava un ragazzino per una serata insieme… Avevo qualche dubbio, ma alla fine lo invitai….
Un piede mi sfiora. E’ il suo primo tentativo. Lascio fare. Ma la situazione eccita anche me. Lo osservo. E’ un bel ragazzino! E la sua forza di adolescente emana un sapore di voglia, di sogno, di desiderio che mi contagia lentamente. La mia gamba è colmata di attenzioni. Ci sto! Manuel sembra estasiato…i suoi occhi mi divorano: mi vedono già nuda….mi sento come spogliata!
La cena finisce. Rassetto la cucina.
Lui alle mie spalle.


Mi avvolge il sedere in un palpare delicato e carezzevole.
Solleva la gonna a passi di dita ed entra sotto i vestiti. Tiene i miei fianchi con le mani come se li conoscesse già profondamente. Come se già mi possedesse….
Non diciamo parole, solo mi sfila lentamente la gonna. Poi la camicia… fa scivolare la mano nel mio seno, mi liscia la pelle.
Giù le spalline della sottoveste, che mi scende lungo le curve del corpo.
Mi accorgo che mi muovo per aiutarlo a sfilarla.
Sento nelle sue mani ormai la certezza di avermi.
Sedotta. Disposta a lasciarmi andare completamente.
Sedotta da un ragazzino per una sera proibita.
Poi mi prende per mano, mi sussurra all’orecchio “andiamo in camera da letto”.
Sedotta, lo guido nel mio talamo.
Ed ora sono così, provocante, sapientemente spogliata da mani delicate, he vogliono godere di ogni conquista, ma non ancora nuda. Aspetto, eccitata.
Lui è ancora in jeans e maglietta, l’ abbigliamento dei suoi 15 anni….si spoglia.
Mi guarda con intenso desiderio. Alzo ed abbasso gli occhi.
Lo guardo a tratti. E’ bello. La sua pelle vergine. Ho voglia di sfiorarlo.
Scendono le mutande. Un pene sorprendente, ritto, ben proporzionato è rivolto verso di me. E’ nudo, lui. Si avvicina. Mi accarezza il viso, lo solleva.
Lui in piedi, io seduta. Il suo membro è davanti al mio viso. Lo sfioro con le labbra. Lo bacio appena. Gusto di maschio sulle mie labbra. Da tanto non bacio il pene a mio marito….
Mi solleva. Sto dritta di fronte a lui.
“No, zia. Non so quanto resisto ancora…”
In effetti è eccitatissimo.
“Cosa vuoi, Manuel?”
Pensa per un istante, poi mi gira di spalle. Mi accarezza i fianchi. Sento l ’uccello tra le gambe.
Mi bagno.
Si allontana e mi lascia lì, in attesa…..
Apre l’armadio. Lo specchio riflette il letto, di lato.
Ritorna al mio fianco. Mi prende per mano fino alla sponda opposta del letto.
Mi vedo nello specchio, vedo lui dietro di me.
Mi bacia sul collo. “Sei bellissima”
Le sue mani mi percorrono tutta. Mi fanno già sua….
Finalmente il suo desiderio si manifesta: “Zia, voglio montarti!”
La sua richiesta mi gela. Non me lo aspettavo da un ragazzino. E per di più davanti allo specchio! Non lo avevo mai fatto!
Seduzione ed erotismo. Una sera inaspettata.
Ma già mi slaccia il reggiseno, mi palpa le mammelle. Mi vedo, lo vedo.
Mi sfila le mutandine. Mi vedo, lo vedo.
Nuda, lui alle mie spalle mi guarda, mi palpa, mi avvolge. Mi scioglie i capelli.
Mi fa salire a quattro zampe sul letto, conducendomi con le mani sui fianchi.
Lo vedo salire in ginocchio, prendere in mano la verga, farla strofinare sulle mie chiappe.
E’ diventata lunghissima!
Mi apre le gambe ed indirizza il pene dentro di me, lentamente.
E’ splendido!
Vedo nello specchio le mie mammelle dondolare al ritmo lieve che mi impongono i suoi colpi.
Mi guidano sicure le sue mani sui fianchi.
Lo vedo. Un giovane maschio sta imponendo il suo potere su una femmina adulta, con orgoglio, sicurezza e dolcezza.
Mi vedo. Un’espressione di splendido godimento mi percorre il viso ad ogni suo movimento.
Non ricordavo un piacere tanto profondo.
Viene dentro di me.
Alza le braccia come all’arrivo di una corsa. Vittorioso.
Si abbatte su di me.
Vengo anch’io. Urlando. Vengo!
E’ sfinito.
Povero piccolo.
Lo accarezzo e lo bacio.
La sua monta è stata un capolavoro di seduzione, di erotismo e di piaceri proibiti.
Lo guardo rivestirsi e andare via, provato.
“Maurizio, sei stato grande!” gli dico.
Un bacio sulle labbra.
“Grazie, zia”
“Grazie, Maurizio”
“Addio”